Bonet

31 lug 2009 · 0 commenti
Il bonet è un budino di antichissima tradizione, tipico del Piemonte, a base di uova, zucchero, latte, liquore (solitamente rhum) e amaretti secchi. Può presentarsi con o senza cioccolato o cacao.
L'etimologia del nome è incerta e si sono avvicendate versioni molto diverse.
In lingua piemontese il termine bonet indica un cappello o berretto tondeggiante, la cui forma ricorda quella dello stampo a tronco di cono basso in cui viene cotto il budino.
Di fatto lo stampo di rame in cui si cuocevano i budini e i flan, veniva chiamato bonet ëd cusin-a cioè cappello da cucina, berretto del cuoco.
Il dolce avrebbe quindi preso il nome dallo stampo.
Questa è l'interpretazione che viene data dal vocabolario Piemontese/Italiano di Vittorio Sant'Albino del 1859.
Un'altra interpretazione diffusa nelle Langhe, una delle zone di origine, ritiene che il nome richiamasse il cappello perché il dolce veniva servito alla fine del pasto.
Come si indossa il cappello da ultimo prima di uscire, così si mangiava il bonet da ultimo prima di terminare il pranzo o la cena: a cappello di tutto il resto.

Trippa col sugo

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La trippa è una frattaglia, più precisamente è costituita dalle diverse parti dello stomaco del bovino (e non, come molti ritengono, dall'intestino).
La trippa costituisce un alimento tradizionale di molte regioni d'Italia.
In particolare a Milano la busecca (come viene denominata in milanese) è considerata talmente emblematica della milanesità che l'epiteto busecconi ("mangia-trippa") è divenuto una denominazione (scherzosa) dei Milanesi stessi.
Il famoso detto romano "nun c'è trippa pe' gatti" è stato coniato verso i primi del '900 dal primo cittadino dell'epoca Ernesto Nathan, allorchè si accingeva a eliminare dal bilancio delle spese di Roma una voce di spesa per il mantenimento di una colonia di felini randagi.

Pollo alla marengo

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Il pollo, è un uccello domestico derivante da varie specie selvatiche, di origini Indiane.
Darwin attribuì la paternità solo al Gallus gallus bankiva per vari motivi, tra cui la somiglianza del colore piumaggio con quello di alcune razze domestiche, la variabilità delle sottospecie di Gallus gallus a seconda del luogo di diffusione, la fecondità delle uova derivanti dall'accoppiamento con i polli domestici.
Questa posizione è notevolmente mutata nel corso del ventesimo secolo, sulla base di esperienze di ibridazione effettuate con le altre specie selvatiche.
Oggi si può affermare che varie specie hanno contribuito alla creazione dei polli domestici Gallus gallus domesticus.
I polli domestici sono sempre stati allevati per moltissime finalità:
carne, uova, piume, compagnia, gare di combattimento tra galli, motivazioni religiose, sportive od ornamentali.
"È nato prima l'uovo o la gallina?", tormentone, di volta in volta gioco di parole o quesito semi-serio di ordine filosofico e biologico, sul quale si discute da tempo immemorabile.
Da Londra, il 26 maggio 2006, pare arrivata però la risposta scientifica, sulla quale convergono due professori universitari e un allevatore del Regno Unito.
Il Times la riporta, riferendo che il responso va cercato nella genetica, oltre che nella logica:
poiché il materiale genetico non muta durante la vita di un essere, il primo uccello che si è evoluto in quella che oggi noi chiamiamo gallina dev'essere prima esistito come embrione all'interno di un uovo, avente lo stesso DNA dell'animale che sarebbe diventato.
Pertanto, è nato prima l'uovo della gallina.
In parole più semplici, un uovo di gallina genera per forza una gallina, ma può essere deposto da una "non gallina".
Ricettaok propone "Pollo alla marengo" secondo piatto prelibato, saporito e genuino.

Macedonia al vino rosso

30 lug 2009 · 0 commenti
Con la parola FRUTTA si raggruppano comunemente vari tipi di frutti commestibili compresi alcuni che non sono propriamente frutti come le pomacee ed escludendone altri come i pomodori principalmente in base al tipo di uso che se ne fa nell'alimentazione.
Esiste una grande varietà di alberi da frutto:
in tutte le regioni si coltivano le pomacee (mele e pere) e le polpose (pesche, albicocche, prugne, ciliegie e susine);
nelle regioni a clima mediterraneo si coltivano anche gli agrumi (limoni, arance e mandarini) e la frutta in guscio (noci, nocciole e mandorle).
I tempi di maturazione sono diversi e questo fatto permette di avere polpose in estate, agrumi in inverno, pomacee nelle stagioni intermedie.
Molta frutta, sia fresca che secca, è usata commercialmente come cibo, mangiata fresca o in marmellate e confetture o altri tipi di conserve.
Spesso la frutta è anche un ingrediente per vari piatti, specialmente i dolci.
Se fresca, in genere, viene mangiata a fine pasto,anche se questa è più che altro solo un'abitudine comune.
Infatti, gli esperti consigliano di consumarla sempre prima dei pasti.
Inoltre è consigliabile sostituire la merenda pomeridiana con della frutta fresca.
Il consumo di frutta, nei Paesi mediterranei, è tradizionalmente più alto rispetto ai Paesi più nordici.
C'è da dire però che il consumo di tale alimento non è mai abbastanza, e sarebbe buona norma abbondare invece, variando quotidianamente, a vantaggio della nostra salute.
Infatti, è provato scientificamente che un abbondante consumo di frutta (e verdura) fresca, riduca notevolmente l'insorgere di numerose malattie.
In genere la frutta che riesce a fornire il maggior numero di vitamina C è l' arancia e i suoi derivati (mandarino,mandarancio ecc.)

Ricetta: Penne agli scampi

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E' un crostaceo, stessa famiglia dell'astice, molto apprezzato da noi per la sua carne pregiata dal gusto delicato , morbido e gustoso.
Ha il corpo allungato e snello, nella parte anteriore del corpo il carapace è coperto di spine da cui partono 13 paia di appendici, la coda è a ventaglio ed è provvisto di 2 chele lunghe e sottili con spine.
Ha colore rosato con sfumature bianco-giallo-arancio.
Raggiunge la lunghezza di circa 25-30 cm. ma i scampi normalmente pescati non superano i 20 cm.
Il maschio si può riconoscere per la presenza sotto l'addome di due appendici a forma di spina, la femmina porta le uova sotto l'addome fino alla schiusa.
Vive fino ad una profondità di 80 m. nascosto in gallerie scavate sui fondi sabbiosi. Lo possiamo trovare nel Mar Adriatico e Mar Tirreno e si pesca con reti a strascico, rapidi e reti da posta.
Come per tutti gli altri crostacei preferire che siano ancora vivi, annusarli per assicurarsi che non profumi di ammoniaca, il colore deve essere uniforme.
Normalmente si cucina per intero, prima si passa sotto l'acqua per pulirlo poi successivamente si passa alla cottura come da ricetta.
Per cuocerlo alla griglia l'ideale è aprire lo scampo nel senso della lunghezza ed eliminare il filo nero.

Caserecce al cartoccio

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I principali vantaggi della cucina “al cartoccio”, ovvero della preparazione di un alimento avvolto in un involucro per uso alimentare è quello di sfruttare contemporaneamente la salutare pratica della cottura al forno e quella del vapore, con quest’ultimo che si forma all’interno dell’involucro.
Gli alimenti da cucinare dal momento che utilizzano la loro umidità naturale, si mantenengono morbidi e garantiscono sapore e leggerezza, possono essere arricchiti con condimenti vari, dall’olio al burro, dal vino al limone, dagli aromi alle verdure, da aggiungere prima di avvolgere l’alimento.
L’involucro in cui avvolgere l’alimento deve essere una carta da forno metallizzata, detta anche carta alluminio.
Una valida alternativa a quest’ultima è la carta oliata o vegetale che non è facile da reperire, ma che però garantisce maggiore resistenza e soprattutto più porosità, ovvero possibilità all’aria di penetrare all’interno dell’involucro e “dorare” l’alimento in modo omogeneo, senza lessarlo.
La cottura al “cartoccio” risulta più rapida degli altri metodi di cottura e consente di salvaguardare aromi e sapori, oltre a risultare particolarmente “spettacolare” al momento di servire l’alimento a tavola.
A questo proposito, è anche possibile sezionare l’alimento in più parti e preparare più “cartocci” da mettere in forno, ma la cucina italiana, proprio per una questione estetica, preferisce che venga allestito un unico, grande involucro.

Frullato all'albicocca

29 lug 2009 · 0 commenti
L'albicocco è una pianta originaria della Cina nordorientale al confine con la Russia.
La sua presenza data più di 4000 anni di storia.
Da lì si estese lentamente verso ovest attraverso l'Asia centrale sino ad arrivare in Armenia (da cui prese il nome) dove, si dice, venne scoperta da Alessandro Magno.
I Romani la introdussero in Italia e in Grecia nel 70-60 a.C., ma la sua diffusione nel bacino del mediterraneo fu consolidata successivamente dagli arabi, infatti Albicocco deriva dalla parola araba Al-barquq.
Oggi è diffuso in oltre 60 paesi e viene coltivato in climi caldi o temperati e relativamente asciutti.
Le albicocche vanno scelte ben mature e consumate entro pochi giorni dall'acquisto poiché sono frutti deperibili.
Proprio per questa loro fragilità vengono conservate o trattate in numerosi modi:
essiccate (specie negli USA), sciroppate e conservate in lattine o congelate.
Altrettanto comuni sono i prodotti derivati:
il succo, la marmellata e la gelatina di albicocca, molto usata in pasticceria per apricottare torte e pasticcini.
Apricottare (da Apricot, albicocca in francese e in inglese) indica l'azione di spennellare la superficie di una torta di gelatina di albicocche prima di glassarla.
Un esempio classico di questa tecnica, molto diffusa, è la famosa torta Sacher.
Le albicocche vengono impiegate solitamente in preparazioni dolci di vario tipo come gelati, sorbetti, marmellate e gelatine, succhi e sciroppi, torte e pasticcini.
Tuttavia il loro gusto lievemente acidulo le rende adatte anche ad accostamenti salati, come le salse di accompagnamento alle carni rosse.

Spaghetti al nero di seppia

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Gli spaghetti al nero di seppia sono un primo piatto che presenta un fascino del tutto particolare. Il color nero intenso della pastasciutta potrebbe addirittura impressionare coloro che assaggiano questa pietanza per la prima volta. Tuttavia non tiratevi indietro, in quanto si tratta di una prelibatezza!

Farfalle con funghi freschi

28 lug 2009 · 0 commenti
I funghi, proprio per il fatto che sembrano spuntare dal nulla su terreno o su tronchi di piante nonché per via della velenosità di talune specie e per via degli effetti allucinogeni di altre, hanno sin dai tempi antichi suscitato la fantasia degli uomini, avvolgendosi in un alone di magia e mistero e divenendo protagonisti di credenze e leggende popolari.
Secondo alcune credenze, infatti, si afferma che i funghi che crescono in "cerchio" siano generati da danze notturne di streghe o di gnomi ("cerchio delle streghe").
Nella Cina antica, ad esempio, il fungo "ku" o "chih" era considerato simbolo di lunga vita, magico, divino e legato in qualche maniera all'immortalità.
Gli Aztechi ed i Maya consideravano i funghi allucinogeni "carne divina", per le loro proprietà allucinogene.
Anche nell'antica Grecia, come in Cina, il fungo era considerato simbolo di vita e pertanto divino.
Narra infatti una leggenda che l'eroe Perseo, dopo un lungo viaggio, trovandosi stanco ed assetato, si poté rifocillare con dell'acqua raccolta all'interno del cappello di un fungo;
per questo motivo decise di fondare in quel posto una nuova città che chiamò Micene (dal greco mykés = fungo), dando vita alla civiltà micenea.
Invece nella Roma antica il fungo, pur apprezzatissimo per le sue qualità culinarie (ad esempio l'Amanita caesarea), diventò anche simbolo di morte, ed infatti il termine fungus indicherebbe "portatore di morte" (dal latino funus = morte e ago = porto, portare).
Sono vari gli episodi tra leggenda e realtà legati alla concezione funesta dei funghi.
Si narra ad esempio che l'imperatore Claudio era così ghiotto di funghi che morì proprio a causa di questi:
la moglie Agrippina, conoscendo questa sua debolezza culinaria e desiderando mettere sul trono, al suo posto, il figlio di primo letto Nerone, lo avrebbe fatto avvelenare proprio con dei funghi velenosi.
La mitologia nordica, invece, narra che una volta Odino era inseguito dai diavoli e le gocce di bava rossa che cadevano dalla bocca di Sleipnir, il suo mitico cavallo ad otto zampe, si trasformarono magicamente in funghi rossi.
In Siberia, come racconta James Arthur, un etnobiologo di fama internazionale, gli sciamani usavano e usano il fungo Amanita muscaria come un sacramento religioso. Essi - dice - entrano attraverso un'apertura del tetto e portano questi funghi (allucinogeni) in grandi sacchi.
Sono vestiti di rosso e bianco, i colori di Babbo Natale, ma anche dell'Amanita, che in Siberia cresce nei boschi di conifere.

Farfalle con carciofi cremosi

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Il carciofo è una pianta erbacea perenne alta fino a 1,5 metri, provvista di un rizoma sotterraneo dalle cui gemme si sviluppano più fusti, che all'epoca della fioritura si sviluppano in altezza con una ramificazione dicotomica.
Il fusto è robusto, cilindrico e carnoso, striato longitudinalmente.
Documentazioni storiche, linguistiche e molecolari sembrano indicare che la domesticazione del carciofo (Cynara scolymus) dal suo progenitore selvatico (Cynara cardunculus) possa essere avvenuta in Sicilia, a partire dal I secolo circa.
La pianta chiamata Cynara era già conosciuta dai greci e dai romani, ma sicuramente si trattava di selvatico.
A quanto sembra le si attribuivano poteri afrodisiaci, e prende il nome da una ragazza sedotta da Giove e quindi trasformata da questi in carciofo.
Nel secolo XV il carciofo era già consumato in Italia.
Venuto dalla Sicilia, appare in Toscana verso il 1466. Nella pittura rinascimentale italiana, il carciofo è rappresentato in diversi quadri:
"L'ortolana" di Vincenzo Campi, "L'estate" e "Vertumnus" di Arcimboldo.
La tradizione dice che fu introdotto in Francia da Caterina de' Medici, la quale gustava volentieri i cuori di carciofo.
Sarebbe stata costei che lo portò dall'Italia alla Francia quando si sposò con il re Enrico II di Francia.
Luigi XIV era pure un gran consumatore di carciofi.
Gli olandesi introdussero i carciofi in Inghilterra:
abbiamo notizie che nel 1530 venivano coltivati nel Newhall nell'orto di Enrico VIII.
I colonizzatori spagnoli e francesi dell'America introdussero il carciofo in questo continente nel secolo XVIII, rispettivamente in California e in Louisiana.
Oggi in California i cardi sono diventati un'autentica piaga, esempio tipico di pianta invadente di un habitat in cui non si trovava precedentemente.

Conchiglie con la ricotta

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La ricotta, pur essendo un prodotto caseario, non si può definire formaggio ma va classificato semplicemente come latticino:
non viene ottenuta infatti attraverso la coagulazione della caseina del latte, ma attraverso quella delle proteine del siero di latte, cioè della parte liquida del latte che si separa dalla cagliata durante la caseificazione.
Il processo di coagulazione delle sieroproteine avviene ad un'alta temperatura (80-90 °C):
il siero viene quindi letteralmente ri-cotto.
Le proteine interessate sono in particolare albumina e globulina.
La tecnologia più antica consisteva solamente nel riscaldare il siero aspettandone la denaturazione e conseguente affioramento della ricotta in superficie.
Nei secoli si sono via via sviluppate tecnologie che, sfruttando la reazione di saturazione salina, ottenevano un migliore recupero ed una qualità indiscussa.
Tali tecnologie sono quelle riconducibili all'impiego di acque sorgive e/o marine ieri, ed oggi sali per ricotta (es. SALI MIX RIC).
Spesso vengono anche aggiunte soluzioni acide (di acido citrico, tartarico o cloridrico) per catalizzare la coagulazione.
La massa coagulata viene poi posta in recipienti perforati (anticamente si usavano cestini di vimini o di canne) per scolare il liquido in eccesso.
La ricotta ha un sapore che volge verso il dolce, dovuto al lattosio presente nel siero in misura variabile dal 2 al 4 per cento, in funzione del latte utilizzato.
Il contenuto in grasso varia dal 8% (ricotta vaccina) al 24% (ricotta ovina).

Fusilli con melanzane in caponata

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La caponata è un prodotto tipico della gastronomia siciliana.
Si tratta di un insieme di ortaggi fritti (per lo più melanzane), conditi con sugo di pomodoro, sedano, cipolla, olive e capperi, in salsa agrodolce.
Ne esistono numerose varianti, a seconda degli ingredienti:
le ricette "classiche" raccolte in tutta l'isola sono ben 37.
La caponata, diffusa in tutto il Mar Mediterraneo, è generalmente utilizzata oggi come contorno o antipasto, ma sin dal 1700 costituiva un piatto unico, accompagnata dal pane.
L'etimologia deriverebbe dal "capone", nome con il quale in alcune zone della Sicilia viene chiamata la 'lampuga', un pesce dalla carne pregiata ma piuttosto asciutta che veniva servito nelle tavole dell'aristocrazia condito con la salsa agrodolce tipica della caponata.
Il popolo, non potendo permettersi il costoso pesce, lo sostituì con le economiche melanzane.
Ed è questa la ricetta giunta fino a noi.
Qualcuno sostiene che il nome del piatto derivi dalle "caupone", taverne dei marinai.

Cannoli alla siciliana

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I cannoli sono una delle specialità più conosciute della pasticceria siciliana.
In origine venivano preparati in occasione del carnevale;
col passare del tempo la preparazione ha perso il suo carattere di occasionalità ed ha conosciuto una notevolissima diffusione sul territorio nazionale, divenendo in breve un rinomato esempio dell'arte pasticcera italiana nel mondo.
Si compone di una cialda di pasta fritta (detta scòrza e lunga da 15 a 20 cm con un diametro di 4-5 cm) ed un ripieno a base di ricotta. Per la scorza, si formano piccoli dischi di pasta (fatta di farina di grano tenero, vino, zucchero e strutto) che vengono arrotolati su piccoli tubi di metallo e poi fritti, tradizionalmente nello strutto, oggi anche in grassi meno costosi.
Il ripieno tradizionale consiste di ricotta di pecora setacciata e zuccherata, ma recentemente alcune pasticcerie hanno iniziato a produrne anche con ricotta di mucca, pur meno saporita di quella ovina, con crema pasticciera o crema di cioccolato.
Ci sono poi differenze locali, che prevedono l'aggiunta di pezzi di cioccolato, di canditi, di granella di pistacchi o nocciole.
Il cannolo farcito viene poi spolverato di zucchero a velo.
I cannoli vanno riempiti al momento di mangiarli;
questo perché, con il passar del tempo, l'umidità della ricotta viene assorbita dalla cialda facendole perdere la sua croccantezza.
Per evitare questo inconveniente, alcuni pasticcieri rivestono la superficie interna del cannolo con cioccolato fuso:
in questo modo, l'involucro non si impregna rimanendo croccante per più tempo.

Fettuccine con seppie e polpetti

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Le seppie sono dei molluschi cefalopodi marini diffusi in ogni mare od oceano del globo.
Sono di forma ovale circondate da una pinna che agitano per muoversi nell'acqua e presentano 10 piedi, di cui 8 sono veri e propri tentacoli e gli altri due sono più lunghi, retrattili, adibiti alla difesa e spesso alla riproduzione.
Le braccia sono uniforme ricoperte di 4 serie di ventose.
Sono animali capaci di mimetizzarsi a seconda del fondale che trovano in pochissimi secondi e nel mantello, oltre al famoso osso di seppia, il loro scheletro interno di conchiglia, hanno una sacca per l'inchiostro, il quale viene espulso quando la seppia si sente minacciata.
Le dimensioni vanno dai 5 cm della seppiola ai 90 cm della seppia comune, diffusa nei nostri mari.
La seppia è un animale che puo raggiungere anche i 120 cm gli occhi sono ben sviluppati e sporgenti.

Risotto con mele e zucca

24 lug 2009 · 0 commenti
La mela è un frutto presente in ogni stagione, proprio per questo è largamente usato in cucina.
Indicato per i dolci per la sua polpa succosa e dolce, oggi viene usato anche per i primi dai sapori unici e delicati.
Ricettaok propone "Risotto com mele e zucca" un primo piatto leggero, saporito e genuino.

Focaccie fritte al lardo di Colonnata

22 lug 2009 · 0 commenti
Il Lardo di Colonnata è un salume ad Indicazione Geografica Protetta tipico dell'omonimo paesino sulle Alpi Apuane, frazione del comune di Carrara.
Il Lardo di Colonnata viene prodotto con lardo di suino stagionato in conche di marmo di Carrara.
In queste zone il marmo viene impiegato anche per conservare gli alimenti.
Dal marmo infatti si ricavano le conche in cui vengono riposte, a strati alterni, le falde di lardo suino e la salata con gli aromi:
pepe, cannella, chiodi di garofano, coriandolo, salvia, rosmarino
.
Le conche, strofinate con aglio, hanno temperature ed umidità particolari, per cui il prodotto finito ha caratteristiche uniche.
La vasca piena viene coperta, controllata periodicamente e poi riaperta circa 6-10 mesi più tardi a stagionatura ultimata.
Il lardo di Colonnata ha un aspetto umido, è di colore bianco leggermente rosato e presenta una consistenza omogenea e morbida.
Ha un sapore delicato e fresco, arricchito dalle erbe aromatiche e dalle spezie usate nella lavorazione e dal profumo fragrante.

Piadine con salsa alle olive e capperi

21 lug 2009 · 0 commenti
La piadina, è composta da una sfoglia di farina di frumento, strutto (o olio di oliva), sale e acqua, che viene cotta, tradizionalmente, su un piatto di terracotta, detto teglia (teggia in dialetto romagnolo), ma oggi più comunemente viene cotta su piastre di metallo oppure su lastre di pietra refrattaria chiamate testo.
È, «il pane, anzi il cibo nazionale dei Romagnoli»:
in realtà, lo era innanzitutto per i più poveri.
Caratteristica soprattutto dell'Appennino tra Forlì, Cesena e Rimini, è diffusa anche nel ravennate e nel resto della Romagna, fino a sconfinare nel Montefeltro, nella provincia di Pesaro e Urbino e nella Repubblica di San Marino.
Non si presenta ovunque uniforme:
ad esempio, la piadina forlivese, cesenate e ravennate è più spessa (per alcuni sa più di pane, insomma), mentre nel riminese(piada) tendono a stenderla molto sottile;
quella pesarese, chiamata anche crescia o crostolo nell'entroterra, è sfogliata e saporita.

Frittata con zucchine e patate

20 lug 2009 · 0 commenti
La frittata è una vivanda.
La base è costituita da un impasto di uova sbattute (a cui possono essere aggiunti ingredienti vari, come gli avanzi di pasta cotta di piccolo formato).
Piatto della tradizione popolare italiana, è composto da cipolle preferibilmente bianche) appassite in abbondante olio d'oliva, uova, sale, formaggio grattugiato e pepe.
Ricettaok propone una frittata composta con zucchine e patate, piatto dal sapore eccezionale e da un profumo veramente unico...

Treccia alla nutella

· 1 Commento
La nutella è una delle creme spalmabili più conosciuta al mondo.
Creata in Piemonte nel 1964 dall'industria dolciaria italiana Ferrero, sulla base di una precedente crema denominata Pasta Giandujot e poi SuperCrema.
Questo tipo di creme è utilizzato soprattutto come accompagnamento per pane, biscotti e frutta, anche se negli anni sono state ideate numerose ricette che ne prescrivono l'uso in torte e crêpes.

Pesce spada in agrodolce

18 lug 2009 · 0 commenti
Il pesce spada è un pregiato piatto tipico siciliano e calabrese, pescato e servito a Reggio Calabria e nella sua provincia soprattutto nei borghi di Villa San Giovanni, Palmi, Scilla e Bagnara Calabra diventandone caratteristica gastronomica delle località.
Pescato con le tradizionali imbarcazioni il pescespada è spesso in Calabria e Sicilia oggetto di sagre e feste popolari durante i mesi estivi.
Viene pescato anche nella zona nord di Messina, sull'altra sponda dello Stretto.
La carne del pesce spada è molto buona e gustosa, ricetta molto facile da cucinare è molto veloce da preparare. Buon appetito...

Spaghetti con ragù di piselli

16 lug 2009 · 0 commenti
I piselli sono legumi originari del bacino del Mediterraneo e dell'Asia sono i semi di una pianta rampicante, contenuti in bacelli di colore verde.
Hanno forma sferica e colore da verde a giallo.
Le varietà di piselli sono molte, esistono varietà da sgranare, la cui parte edibile è limitata al contenuto del bacello, e varietà chiamate mangiatutto, di cui si consuma anche il bacello (le taccole).
Tra i legumi i piselli sono i meno calorici (solamente 70 kcal), come tutti i legumi contengono una discreta quantità di proteine di scarsa qualità, che possono essere integrate con le proteine dei cereali.
In commercio si trovano piselli in scatola, freschi, surgelati o secchi:
quelli freschi e surgelati devono essere cotti in pochi minuti, quelli secchi necessitano di ammollo preventivo e vanno cotti almeno un'ora.
I piselli mangiatutto (o taccole) si trovano solo freschi e in scatola.

Cheesecake ai lamponi

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La cheesecake è un dolce tipico della tradizione Americana e il suo nome originario è New York Cheesecake.
Infatti i migliori produttori al mondo si trovano a New York.
Questa squisitezza è famosa in tutto il mondo e ultimamente sta ottenendo un grande successo anche qui in Italia.
Molti credono che questo dolce abbia origini antichissime e che addirittura esistesse già nell’antica Grecia dove veniva servito agli atleti olimpici.

Paccheri con ragù di astice

15 lug 2009 · 0 commenti

Spesso accomunato all'aragosta, l'astice si differenzia per le due grosse chele anteriori e per il sapore più deciso .Gli esemplari selvatici oggi sono davvero rari, molto più comuni sono invece quelli di allevamento. Se ancora in vita, all'acquisto l'astice si presenta di colore verde-blu, scuro e brillante, con le lunghe antenne rosse. Sarà durante la cottura che i pigmenti coloreranno tutto il carapace di rosso.

Cannelloni fatti in casa con ripieno di carne

14 lug 2009 · 0 commenti
I cannelloni ripieni di carne è un primo piatto ricco e calorico, conosciuto è apprezzato da tutto il mondo.
Questo piatto, tipico di regioni dalla tradizione gastronomica molto varia, come la Toscana, l’Umbria e la Sicilia, può essere condito e farcito con una moltitudine di ripieni a seconda della zona.
Tra i più classici ripieni ci sono sicuramente quelli di carne e ricotta e spinaci, ma anche ripieni come quelli vegetariani o quelli light adatti per le diete.

Rombo ai porcini

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Il rombo fa parte della famiglia dei botidi, ed la specie più grossa e apprezzata del genere.
Il suo corpo è sprovvisto di squame, la sua tinta bruna macchiata di scuro si confonde con i fondali sabbiosi in cui vive.
Lo possiamo trovare lungo le coste atlantiche dell'Europa, nel mare del nord e nel Baltico, ma viene pescato anche nel mediterraneo.
Il rombo si nutre di pesci, calamari e crostacei.
Si pesca in tutti i mari d' Italia, in America e nei mari del Nord.
La sua carne è delicata e tenera, indicata per la cottura a forno.

Lasagna al pesto

13 lug 2009 · 0 commenti
Il pesto (pronuncia in lingua ligure: pestu) è un tipico condimento originario della Liguria.
Il suo ingrediente base è il basilico o meglio, il Basilico genovese, pianta originaria dell'Asia tropicale.
La prima ricetta del pesto viene fatta risalire all'Ottocento.
Anche se certamente essa è debitrice di più antiche salse pestate come l'agliata (versione alla ligure dell'agliata classica), diffusa in Liguria già durante il Rinascimento.
Oltre al basilico, vengono pestati a crudo piccole quantità di aglio, pinoli e noci, il tutto condito con parmigiano (e/o pecorino, a seconda delle tradizioni locali) ed olio di oliva extravergine.

Torta di zucca

12 lug 2009 · 0 commenti
La zucca è nata in America Centrale, ed è stato il primo ortaggio ad essere importato insieme alle patate e ai pomodori dopo la scoperta dell'America.
La zucca è ricca di vitamina A,di minerali e di vitamina C.
Essa è usata in cucina nella preparazione di risotti, minestre o fatta al forno.
Dalla sua polpa si ottiene un olio lenitivo, ed è indicata anche nella prevenzione dei tumori.
La zucca è ipocalorica perché contiene il 94% di acqua; ottima quindi per chi vuole mantenersi in forma.

Insalata greca all'aceto balsamico

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L'insalata greca è un piatto tradizionale che potete senz’altro trovare in ogni ristorante greco. Noi di ricettaok però ve lo proponiamo con l'aggiunta di aceto balsamico una variante veramente squisita, provare per credere. L’insalata greca, è un contorno adatto ad accompagnare un secondo piatto, oppure può essere gustata come piatto unico, se decidete di pranzare in modo fresco e leggero.

Straccetti alla romana

· 1 Commento
Straccetti alla romana è una ricetta semplice da cucinare profumata e gustosa, ricordatevi che per riconoscere al momento dell'acquisto il vitello vero e proprio non è sufficiente controllare il peso, ma bisogna osservare il colore della carne, che deve essere rosa chiaro.
Deve inoltre presentare abbondante grasso, il più possibile bianco, segno anch'esso di un'alimentazione prevalentemente lattea dell'animale.

Crostini alle ostriche

10 lug 2009 · 0 commenti
L' ostrica appartiene alla famiglia dei molluschi e il suo nome originario è ostrea.
Vive principalmente nel mediterraneo, nell' oceano atlantico e nei mari del nord, a piccola profondità.
Usata principalmente nella cucina mediterranea, viene apprezzata per il suo sapore gustoso e delicato che la rende particolarmente costosa.
L'ostrica (definita anche mollusco pregiato) viene accompagnata da champagne o vini pregiati preferibilmente francesi.

Rotolo al cioccolato

09 lug 2009 · 1 Commento
Il cioccolato è un alimento derivato dai semi della pianta di cacao.
Esso è diffuso in tutto il mondo, e viene utilizzato soprattutto per la preparazione di dolci.
Ci sono molte tipologie di cioccolato:
al latte, fondente, bianco, mi-doux ( misto tra latte e fondente), surfin dal colore marrone intenso etc...
Una recente ricerca ha stabilito che il cioccolato fondente fa bene al cuore, e aumenta del 20% gli antiossidanti nel cuore.

Sformatini di ricotta alle alghe

08 lug 2009 · 0 commenti
L'alga è un organismo vegetale primitivo, vive in acqua oppure in ambienti molto umidi.
Costituisce un alimento molto importante della cucina dell'Estremo Oriente. Inoltre, grazie al suo valore nutritivo, è divenuto un alimento caratteristico delle cucine vegetariane e macrobiotica.
Oggi ne esistono molte specie diverse, sia di acqua dolce sia di acqua salata. L'industria alimentare ne utilizza diverse varietà per le elevate proprietà addensanti, emulsionanti e gelificanti.
Le più conosciute sono le hiziki, le kanten, le kombu, le nori ( utilizzate per la preparazione del sushi ), le wakame ( per insalate o marinate ).

Pastiera napoletana

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La pastiera napoletana è il classico dolce della tradizione partenopea che rappresenta la primavera per i suoi ingredienti profumati.
Portato sulle tavole per il giorno di Pasqua.
La leggenda narra che fù inventato da una suora in un convento di S. Gregorio Armeno.
Essa preparò il dolce simbolo della resurrezione;
con i fiori d'arancio simbolo della primavera e il grano simbolo di una nuova vita.

Pappardelle al cinghiale

07 lug 2009 · 0 commenti
Il cinghiale è il più ambito trofeo di caccia fin dall'antichità.
La carne di cinghiale è dotata di molte virtù per non essere apprezzata.
Essa unisce il sapore del suino con un aroma selvatico che la rende ancor più appetitosa e squisita.
La sua carne prelibata deve essere preparata con grande maestria e innumerevoli cure per ottenere ottimi prelibatezze.

Coupelle all'amaretto

06 lug 2009 · 0 commenti
L'amaretto è un tipo di biscotto o pasticcino composto da zucchero, bianco d'uovo, mandorle dolci e mandorle amare oppure nocciole.
E' caratterizzato dalla forma che ricorda una piccola calotta e dalla tipica superfice screpolata.
Fu probabilmente creato dagli Arabi e, a partire dal bacino del Mediterraneo ( specialmente dalla Sicilia ), passò successivamente nelle tradizioni culinarie normanna, spagnola e francese.
Pellegrini e conventi ne assicurarono la diffusione, resa più facile dalla scarsa deperibilità del dolce.
Ne esistono due versioni differenti: l'amaretto tipo Saronno ( croccante e friabile ) e l'amaretto tipo Sassello, morbido e più simile al marzapane....

Zuppa di aragosta con verdure

05 lug 2009 · 0 commenti
L'aragosta ha una carne soda, leggermente dolce, che si presta a vari tipi di cottura.
Si riconosce perché non ha le chele che caratterizzano l'astice, altro crostaceo di grandi dimensioni, e ha sapore più delicato di quest'ultima.
Talvolta, le aragoste di maggiori dimensioni risultano leggermente stoppose soprattutto se prima dell'acquisto sono rimaste a lungo nel vivaio, fuori dal loro ambiente naturale.

Bocconcini alle aringhe

04 lug 2009 · 0 commenti
L'aringa è un pesce di mare appartenente al genere Clupea, di cui esistono molte varietà.
L'aringa tradizionale vive in banchi molto numerosi nelle fredde acque dell'Atlantico e dell'Artico.
Lunga circa 30 cm e con un corpo affusolato, si presenta con un colore tendente al nero-blu sul dorso e argento sul ventre e le sue carni hanno un sapore molto caratteristico.....

Baccalà mantecato su crostini di mais

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Il baccalà è un merluzzo sotto sale.
Il termine discende dallo spagnolo bacalao, a sua volta derivato dal fiammingo bakkeliauw.
Furono infatti i Baschi, abili navigatori e pescatori di balene, a scoprire, in epoca medievale, che la carne di merluzzo, abbondante nei mari del Nord e già pescata dai Vichinghi, si conservava assai meglio di quella dei cetacei.
In Italia, con il termine "baccalà" si intende il merluzzo conservato sotto sale, mentre "stoccafisso" ci si riferisce normalmente al merluzzo essiccato.
Benché la cottura più diffusa per la preparazione del baccalà sia quella in umido, che ammorbidisce e arricchisce i tessuti del pesce, non mancano ricette in cui il pesce viene semplicemente lessato, a volte appena scottato, fritto, arrostito, cotto a lungo nell'olio a fuoco bassissimo o addirittura servito crudo, in carpaccio.

Crostini saporiti

03 lug 2009 · 0 commenti
Per preparare i crostini saporiti utilizzeremo un piccolo filone di pane francese ( Baguette ).
Tipico pane di origine parigina che nella versione classica la baguette è ottenuta da un impasto di farina, acqua e lievito di birra o lievito madre, lavorato lungamente e lasciato pazientemente lievitare...

Terrina di aringa affumicata

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L'aringa è un pesce di mare appartenente al genere Clupea, di cui esistono molte varietà.
L'aringa tradizionale vive in banchi molto numerosi nelle fredde acque dell'Atlantico e dell'Artico.
Lunga circa 30 cm e con un corpo affusolato, si presenta con un colore tendente al nero-blu sul dorso e argento sul ventre e le sue carni hanno un sapore molto caratteristico.....

Carpaccio di pescatrice all'aceto ai lamponi

02 lug 2009 · 0 commenti
Molteplici sono gli usi dell'aceto in cucina:
per aromatizzare numerose preparazioni, per realizzare vinaigrette o salse agrodolci, per condire verdure e insalate, per marinare pesci e carni, per acidulare liquidi.
L'aceto è un prodotto ottenuto dalla fermentazione acetica del vino bianco o rosso, ma anche di altri liquidi alcolici derivati da frutta ( come il sidro ), cereali, malto, miele ecc.
Alcuni microrganismi, detti " acetobatteri " innescano il processo di acetificazione, trasformando l'alcol etilico presente nel vino in acido acetico, grazie alla presenza dell'ossigeno e a un tenore alcolico del prodotto di partenza non elevato.
Nel corso della fermentazione i batteri acetici formano una tipica pellicola gelatinosa superficiale detta " madre dell'aceto ".

Pasta fredda con acciughe e pomodori

01 lug 2009 · 0 commenti
Per gli usi di cucina, le acciughe presentano un duplice vantaggio:
sono semplici da preparare e danno vita a piatti molto saporiti.
Per questa ragione, i tortini di acciughe fresche e la pasta, condita con quelle conservate sotto sale, sono, seppure con molte varianti, un patrimonio comune a molte località costiere della penisola.